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Un mondo di parole: Jiingle

Jiingle

a cura di Fabrizio Bianucci

Jiingle – sua origine e utilizzo

jin-gle (pronuncia gìngol)

Trattasi di un breve motivo musicale usato prevalentemente in ambito pubblicitario; voce inglese che deriva dal verbo to jingle (emettere un suono metallico), di origine onomatopeica (fine del XIV secolo), con riscontri in altre lingue germaniche: jengelen (olandese), klingeln (tedesco antico).
In inglese jingle è il lieve trillio metallico dei campanellini attaccati alle briglie delle renne, o il suono prodotto dagli spiccioli che tintinnano in tasca, fuori dal portamonete, sciolti e leggeri. Il termine deriva dal verbo to jingle che significa appunto tintinnare. In epoca moderna, per estensione, indica anche un motivetto pubblicitario o la breve sigla che introduce un programma trasmesso da un qualunque media: cinema, radio, tv, internet. E noi italiani lo utilizziamo solo in questa ultima accezione.

Jiingle e il mondo della pubblicità

A tutti gli effetti, è una breve composizione musicale; normalmente ha un testo che permette di comunicare un messaggio commerciale, inducendo i possibili acquirenti a comprare quel prodotto. La formula testuale, incisiva e sintetica, combinata a un motivo anch’esso breve e riconoscibile, favorisce la memorizzazione del nome del prodotto reclamizzato. Si può produrre un jingle anche senza testo, esistono infatti anche quelli solo strumentali.
L’utilizzo della musica a supporto della pubblicità costituisce tuttora oggetto di studio, e il testo poetico solitamente o in prosa assume maggiore incisività e capacità di memorizzazione da parte del destinatario del messaggio pubblicitario, cioè il potenziale cliente.

Lo scampanellio è sempre stato associato all’annuncio di qualcosa o di qualcuno: per segnalare la ricreazione a scuola, per chiedere di entrare a casa, per presentare ufficialmente un personaggio di rango, oppure per richiamare qualcuno all’ordine durante un dibattimento giudiziario, o ancora per celebrare l’ostensione sacra, e così via.
Il primo jingle mai trasmesso reclamizzava i cereali americani da colazione Wheaties (1929), mentre quello promosso a livello nazionale, sempre negli Stati Uniti, fu Pepsi-Cola Hits the Spot del 1940.

Jiingle bells

Poiché stiamo trascorrendo le festività natalizie, non si può pronunciare jingle senza pensare a bells. In realtà, però, il motivetto Jiingle bells non nacque come canzone natalizia. Nel 1857 uscì dalla penna di Lord James Pierpont, zio del finanziere americano J(ohn) P(ierpont) Morgan, con il titolo di The One Horse Open Sleigh (che significa Slitta trainata da un solo cavallo) parole che si ritrovano nel ritornello della canzone.
JP Morgan, il nipote dell’autore, è stato il cofondatore della famosissima banca d’affari statunitense che porta il suo nome… e il cerchio magicamente si chiude.

Definizione di parola secondo il vocabolario Treccani
Elenco delle puntate della rubrica in ordine di comparsa

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